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Il Viaggio Ancestrale: quando il Cammino incontra il Pollino

 Reliquia delle lacrime presso santuario di Sant’Antonio Polla (SA).

Ci sono viaggi che non si fanno solo con i piedi, ma soprattutto con l’anima. Oggi vogliamo parlarvi proprio di questo: della semplicità, dell’ascolto interiore e di quel richiamo ancestrale che spinge ognuno di noi a mettersi in cammino verso qualcosa di più grande.

Una delle tappe di questo percorso è la Calabria, e tra le sue terre silenziose e selvagge c’è Campotenese: un’immensa distesa verde, circondata dalle vette del Parco Nazionale del Pollino. Un luogo che sembra fatto apposta per fermarsi, respirare e ascoltare.

L’incontro con un pellegrino

È qui che il nostro B&B Casale Trifoglio ha avuto l’onore di accogliere un pellegrino del Cammino di Sant’Antonio di Padova. Dai suoi racconti abbiamo percepito subito che Campotenese, per lui, non era solo una tappa: era un varco. Un punto in cui il cammino spirituale si intreccia con la natura più autentica.

Seduti sulla veranda, con un caffè caldo tra le mani, non ascoltavamo soltanto le sue parole. Ci arrivava la serenità che le accompagnava, quella pace che nasce quando si lascia andare la routine e ci si affida al viaggio.

Il senso del cammino

Intraprendere un cammino spirituale significa attraversare luoghi sconosciuti, accogliere ciò che accade lungo la strada, lasciarsi sorprendere dalle persone, dal tempo, dalle situazioni. Ho capito che questo stato di “allerta buona” ci risveglia dal torpore della zona di comfort e ci riporta a una consapevolezza più profonda, quella che spesso perdiamo senza accorgercene.

Molti pellegrini raccontano che, passo dopo passo, i sensi si risvegliano: i sentieri, i borghi antichi, gli abitanti che offrono un’accoglienza semplice e gentile. Tutto questo ti cambia, ti ridimensiona, lasciando spazio a meraviglia e gratitudine.

 La testimonianza di Fabrizio

Oggi vogliamo condividere con voi la storia di Fabrizio, arrivato dal Piemonte, che a marzo 2026 ha intrapreso la Via di Sant’Antonio. La sua emozione era palpabile: un’energia fatta di salite, dei silenzi delle valli, di condivisione e di incontri con il Sacro.

Mi sento profondamente grata per averlo conosciuto. La sua umiltà, la sua semplicità e la sua gratitudine sono rimaste con noi. È come se avesse lasciato un frammento della sua luce qui, al Casale Trifoglio.

Un’energia che arriva fino a voi

Ora, cari lettori, quella stessa energia potete percepirla anche voi, ovunque vi troviate. Perché certi incontri non restano chiusi in un luogo: continuano a vibrare, a ispirare, a muovere qualcosa dentro.

Buona visione e al prossimo Blog.

Un abbraccio,

Dina – Casale Trifoglio, il tuo rifugio nel bosco.

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